Molte donne raccontano una sensazione difficile da descrivere con precisione.
Anche quando la vita sembra relativamente stabile, dentro rimane una tensione di fondo.
Come se il corpo non riuscisse a rilassarsi completamente.
Come se fosse sempre necessario controllare qualcosa.
Una parte della mente continua a monitorare:
- cosa potrebbe andare storto
- come stanno gli altri
- cosa bisogna fare dopo
- se tutto è davvero sotto controllo
Molte persone chiamano questa esperienza ansia.
Ma spesso dietro c’è qualcosa di più profondo: una difficoltà del sistema nervoso a percepire sicurezza interna.
E per molte donne questa difficoltà ha radici che intrecciano storia personale, relazioni e contesto sociale.
Che cos’è la sicurezza interna
La sicurezza interna non è solo una sensazione psicologica.
È prima di tutto uno stato del sistema nervoso.
Quando il sistema nervoso percepisce sicurezza accadono alcune cose importanti:
- il corpo può rilassarsi
- il respiro diventa più profondo
- la mente diventa più chiara
- le emozioni diventano più regolabili
In questo stato possiamo:
- pensare con più lucidità
- sentire le emozioni senza esserne travolte
- entrare in relazione con gli altri in modo più spontaneo
Quando invece la sicurezza interna è fragile, il sistema nervoso tende a restare più facilmente in stati di:
- allerta
- ipercontrollo
- iperattivazione
- blocco
Il sistema nervoso e la percezione di sicurezza
Il sistema nervoso autonomo regola costantemente la nostra percezione di sicurezza o pericolo.
Questa regolazione avviene in gran parte al di sotto della coscienza.
Il cervello valuta continuamente segnali provenienti da:
- il corpo
- l’ambiente
- le relazioni
Se questi segnali indicano sicurezza, il sistema può rilassarsi.
Se invece indicano possibile rischio, il sistema si prepara a proteggersi.
Questo meccanismo è fondamentale per la sopravvivenza.
Ma quando rimane attivo troppo spesso, può diventare faticoso.
Quando l’allerta diventa uno stato abituale
Per alcune persone il sistema nervoso si abitua a funzionare in uno stato di vigilanza elevata.
Questo può succedere quando nella vita sono state presenti esperienze di:
- instabilità
- imprevedibilità
- stress prolungato
- relazioni non sicure
In questi contesti il sistema nervoso impara che è meglio restare pronti.
Anche quando il pericolo non è immediato.
Con il tempo questa modalità può diventare automatica.
Il corpo continua a prepararsi a gestire qualcosa che potrebbe accadere.
Il ruolo delle relazioni di attaccamento
Uno dei fattori più importanti nella costruzione della sicurezza interna è la qualità delle prime relazioni.
Nei primi anni di vita il sistema nervoso del bambino si regola attraverso la relazione con le figure di riferimento.
Quando queste relazioni sono:
- prevedibili
- sintonizzate
- accoglienti
il sistema nervoso può sviluppare una base di sicurezza.
Quando invece l’ambiente è più instabile o imprevedibile, il sistema può imparare strategie diverse, come:
- ipervigilanza
- iperadattamento
- ipercontrollo
Queste strategie non sono difetti.
Sono adattamenti intelligenti a contesti complessi.
Il corpo femminile e la sicurezza
Quando parliamo di sicurezza interna nelle donne è importante considerare anche il contesto sociale e culturale.
Molte donne crescono con un’esperienza del corpo caratterizzata da:
- giudizio
- controllo sociale
- aspettative contraddittorie
- attenzione costante allo sguardo degli altri
Fin da molto giovani molte imparano a:
- monitorare il proprio comportamento
- monitorare il proprio corpo
- adattarsi alle aspettative esterne
Questo può portare a uno stato di auto-osservazione costante.
Il corpo non è solo un luogo di esperienza.
Diventa anche qualcosa da gestire e controllare.
L’iperattenzione agli altri
Un’altra strategia molto diffusa tra le donne è l’attenzione continua agli stati emotivi degli altri.
Molte imparano presto a:
- percepire cambiamenti nel tono emotivo delle persone
- anticipare tensioni o conflitti
- cercare di mantenere equilibrio nelle relazioni
Questa capacità può essere molto preziosa.
Ma quando diventa continua può mantenere il sistema nervoso in uno stato di vigilanza costante.
È difficile rilassarsi completamente quando una parte di te continua a monitorare il clima emotivo intorno.
Trauma e sicurezza neurovegetativa
Le esperienze traumatiche possono influenzare profondamente il sistema nervoso.
Il trauma non riguarda solo l’evento accaduto.
Riguarda anche come il sistema nervoso ha dovuto adattarsi per sopravvivere a quell’esperienza.
Quando un evento o una situazione supera le capacità di regolazione del sistema, il corpo può sviluppare strategie come:
- iperattivazione
- congelamento
- ipervigilanza
Queste risposte possono continuare anche dopo che l’evento è passato.
Il sistema nervoso rimane più sensibile ai segnali di possibile pericolo.
Quando il corpo non si sente al sicuro
Molte donne descrivono esperienze come:
- difficoltà a rilassarsi davvero
- tensione muscolare costante
- mente che continua a pensare e monitorare
- difficoltà a “spegnere” la vigilanza
Questo non significa necessariamente che qualcosa non vada.
Spesso significa che il sistema nervoso ha imparato per molto tempo a proteggersi attraverso l’allerta.
La sicurezza non è solo mentale
Molte persone cercano di sentirsi più sicure attraverso il pensiero.
Provano a rassicurarsi dicendo a se stesse che non c’è motivo di preoccuparsi.
Questo può aiutare in parte.
Ma la sicurezza interna non è solo una convinzione mentale.
È soprattutto un’esperienza corporea e neurovegetativa.
Il corpo ha bisogno di fare esperienza di sicurezza per poterla riconoscere.
Come si ricostruisce la sicurezza interna
La sicurezza interna può essere ricostruita nel tempo.
Non attraverso il controllo, ma attraverso esperienze ripetute di regolazione e connessione.
Alcuni elementi importanti in questo processo possono essere:
Ascolto del corpo
Imparare a riconoscere i segnali del corpo:
- tensione
- affaticamento
- bisogno di pausa
può aiutare il sistema nervoso a ritrovare maggiore equilibrio.
Relazioni sicure
Le relazioni in cui ci sentiamo viste e comprese possono avere un effetto regolatorio molto potente.
Il sistema nervoso umano è profondamente relazionale.
La sicurezza si costruisce anche insieme agli altri.
Riconoscere i propri copioni
Comprendere gli schemi interiorizzati aiuta a distinguere tra:
- ciò che appartiene al presente
- ciò che è una risposta appresa nel passato
Questa consapevolezza apre la possibilità di nuove scelte.
Dalla vigilanza alla presenza
Per molte donne il percorso non è quello di eliminare completamente l’allerta.
L’allerta è una funzione naturale del sistema nervoso.
Il cambiamento riguarda piuttosto la flessibilità.
La possibilità di passare da stati di attivazione a stati di calma.
La possibilità di sentirsi presenti nel proprio corpo senza dover monitorare continuamente tutto ciò che accade.
La stanza delle voci interrotte
Il percorso La stanza delle voci interrotte nasce proprio per esplorare questi temi.
Uno spazio in cui le donne possono:
- comprendere meglio il funzionamento del proprio sistema nervoso
- riconoscere i copioni interiorizzati
- sviluppare maggiore sicurezza interna
- ritrovare la propria voce
Molte donne scoprono che alcune delle loro difficoltà non sono solo personali.
Sono legate a esperienze condivise e a modelli che attraversano generazioni.
Quando queste esperienze vengono riconosciute, qualcosa può iniziare a cambiare.
Vuoi saperne di più?
Se senti che questi temi ti riguardano puoi partecipare al workshop gratuito di presentazione della Stanza delle Voci Interrotte.
Oppure puoi scrivermi per ricevere più informazioni sul percorso.
A volte la cosa più importante non è imparare a controllare di più.
È scoprire che il tuo sistema nervoso può imparare lentamente a sentirsi al sicuro anche quando smetti di restare sempre in allerta.
Immagine di Nensuria su freepik
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