Dott.ssa Antonella MarottaPsicologa PsicoterapeutaSCARICA EBOOK SUL TRAUMA

“C’è un tempo per sopravvivere, ma poi arriva il tempo per vivere.”

Ciao, sono Antonella Marotta, sono psicologa e psicoterapeuta.

da più di 10 anni aiuto persone che sentono che qualcosa dentro si è inceppato, come se ci fosse una parte di loro che continua a ripetere sempre lo stesso copione, anche quando vorrebbero cambiare.

Mi occupo soprattutto di trauma relazionale. Non solo gli eventi più evidenti, ma anche quelle ferite più sottili, quelle che si annidano nelle relazioni—nella famiglia, negli amori, nei silenzi—e ci fanno sentire inadeguati, soli, a volte sbagliati.

Spesso chi arriva da me manifesta incredulità nel poter vivere felice: “Non so più cosa fare, vorrei sentirmi libero, ma è come se tornassi sempre indietro”. Oppure confusione: “Non so nemmeno cosa descrivere: quello che provo, è troppo confuso per capire cosa mi succede.” E io capisco. Perché anch’io ho avuto il mio incontro con il trauma, e so che a volte ti toglie la voce, arte ti fa urlare dentro.

Nel mio lavoro ho scelto di usare, oltre al dialogo, un approccio al trauma relazionale in cui integro tecniche evidence-based alla sensibilità gestaltica e strumenti come l’EMDR, portando attenzione al corpo, alla relazione, al simbolico e al contesto sociale, perché so che la guarigione non è solo cognitiva: è creativa, emotiva, incarnata.

Il mio metodo terapeutico permette di sbloccare le memorie traumatiche e restituire leggerezza al presente. Integro questo con un approccio relazionale e multidisciplinare, che tiene insieme corpo, emozioni, mente e contesto.

Mi sono formata con rigore, ma porto nella terapia anche la curiosità per l’unicità di ogni storia e l’amore per la complessità degli esseri umani.

La cosa che mi colpisce ogni volta è vedere la trasformazione: quando una persona che credeva di essere arrivata al limite scopre che può rinascere. Che può imparare a starci dentro, affrontare il dolore senza soccombere e anche sorridere, di nuovo.

Per me la terapia è un luogo che non giudica. È un campo vivo, come un giardino che a volte va lasciato fiorire da solo, altre volte va curato con delicatezza. Io credo davvero che ogni persona possa tornare a essere se stessa, con la sua storia intera, non spezzata. E quando accade, è potente.

Mi dà gioia accompagnare chi pensa “troppo tardi” a scoprire che non lo è. Che c’è ancora spazio, dentro e fuori, per essere diversi, più autentici, più liberi.

“C’è un tempo per sopravvivere, ma poi arriva il tempo per vivere.”

Il mio sguardo terapeutico è quello di un campo ecologico: un ambiente vivo, in cui ogni persona può tornare a sentire la propria autenticità e soggettività, in equilibrio creativo con la propria storia e ciò che lo circonda. E quando vedo una persona ritrovare se stessa, non solo la sua forza, ma anche la sua fragilità e la sua capacità di stare al mondo, io provo una grande gioia. Perché non c’è niente di più prezioso del momento in cui ci credi davvero e inizi a scoprire di poter ripartire. E di poterlo fare a modo tuo

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